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Tecno blog: web, computer e cellulari

Operazione Secure Italy contro Anonymous

Alienor» Mercoledì 6 Luglio alle ore 12:30

Nella notte è stata condotta da investigatori del Centro Nazionale Anticrimine Informatico (CNAIPIC), Polizia delle Comunicazioni insieme alla Procura della repubblica di Roma e la collaborazione della Polizia Cantonale ticinese l’operazione Secure Italy che ha portato a 32 perquisizioni in Italia e una in Svizzera. Tra le 30 persone indicate, oltre a dei minorenni, pare che ci sia stato anche un certo leader del gruppo Anonymous con il nickname phre e residente nel Canton Ticino. Non è un caso che l’operazione abbia preso il via proprio mentre si parla in Italia della delibera AgCom. Si temeva infatti che le proteste nei confronti dell’eventuale approvazione e la censura che attuerebbe la delibera avrebbero spinto il gruppo hacker ad agire. Attacchi recenti del gruppo in questione sono stati ai siti istituzionali di Senato, Palazzo Chigi, Camera, Agcom e quelli di aziende come Unicredit Eni, Finmeccanica.  Il problema per

G Data: report che riguarda i cyber rischi

Alienor» Mercoledì 16 Febbraio alle ore 13:10

G Data, software house che si concentra sulle soluzioni per la sicurezza informatica,  ha pubblicato l’ultimo report che riguarda i cyber rischi. Nel 2010 si sono avuti 2.093.444 nuovi virus e sis tima che nel 2011 l’obiettivo si sposterà soprattutto su Java e social network, ma anche gli attacchi politicamente motivati (Hacktivism). Secondo G Data infatti la tendenza dei virus di sfruttare le falle di sicurezza di Java continuerà anche nel 2011: “Java ha una prevalenza notevole: quasi 8 su 10 Pc in tutto il mondo hanno installati dei plugin Java. I cyber criminali hanno scoperto che le vulnerabilità in Java offrono loro un elevato potenziale per la distribuzione di malware”, ha dichiarato Ralf Benzmüller, Head of G Data Security Labs. “Nei prossimi mesi ci aspettiamo un’ulteriore crescita nel numero di malware basati su Java. Gli utenti dovrebbero installare qualsiasi update non appena disponibile con il fine di bloccare qualsiasi falla di sicurezza il più velocemente possibile”.
Nel 2010 si è registrata una crescita di virus del 32% che ha superato il record del 2009: “L’industria del malware potrebbe aver raggiunto il suo limite di crescita. Per i distributori di malware sembra che non ci sia più bisogno di investire ulteriori risorse nello sviluppo e nella distribuzione di nuovi virus rispetto a quanto fatto fino a questo momento. Questo però non significa che sia cessato l’allarme. Gli indici di crescita saranno infatti simili a quelli dell’anno precedente”, anticipa  Benzmüller.
Durante quella che poi è stata chiamata ‘Operazione PayBack’ attivisti politicamente motivati hanno condotto degli attacchi di tipo DDoS contro Swiss PostFinance, Mastercard, Visa, PayPal, EveryDNS e Amazon ottenendo, come risultato, quello di rendere i siti internet di queste aziende temporalmente inaccessibili.
“I seguaci di Wikileaks hanno provato l’efficacia di attacchi politicamente motivati contro le infrastrutture IT. Ormai i tumulti di piazza appartengono al passato. La generazione web preferisce utilizzare Internet per protestare”, ha dichiarato Ralf Benzmüller. “Hacktivism, cyber spionaggio o cyber sabotaggio saranno un problema nel 2011″. Secondo G Data saranno  i social network i più colpiti da molteplici attacchi contro i singoli individui o le organizzazioni durante il 2011. Statistiche di questo malware che fanno riflettere sul 2011 e i pericoli che incombono in rete.
Nella prima immagine potete osservare la crescita dei virus per pc dal 2005.

virus-pc-dal-2005.JPG

In quest’altra immagine si possono vedere i dati sul malware mese per mese del 2009 (grigio) e del 2010 (rosso).
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E’ ufficiale: Google lascia la Cina

Alienor» Martedì 23 Marzo alle ore 12:56

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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato della probabilità che Google potesse lasciare la Cina, e adesso la notizia è ufficiale. Google.cn non esiste più e rimanda , senza infrangere le leggi cinesi, a Google.com.hk (Google Hong Kong), che potrebbe comunque essere bloccato dal Governo cinese, infatti bisogna ancora vedere quale sarà la risposta di Pechino.

Questo l’ultimo capitolo che vede protagonisti Google e la Cina? Di sicuro si è giunti a questa”soluzione” dopo che Google è stato vittima di attacchi informatici da parte del governo cinese e poi il problema della censura sempre da parte del governo di Pechino che non ha trovato accordi tra le due parti. E Google se n’è andato… vedremo se ci saranno ulteriori cambiamenti o notizie a riguardo, intanto bisogna sottolineare che gli utenti che Google faceva sul territorio cinese erano più di 300 milioni.

Twitter: nuovi attacchi di phishing

Alienor» Domenica 21 Febbraio alle ore 18:10

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Sembra che gli utenti Twitter stanno sperimentando nuovi attacchi di phishing tramite una serie di messaggi mirati, che si stanno diffondendo ad alta velocità sulla rete sociale.

Le vittime ricevono un DM con il testo “lol!,  e  un link che indirizza ad un sito chiamato bzpharma. Quando si accede, l’account è infetto rendendo più facile per spammer e inviare i dati a tutti i vostri contatti lo stesso messaggio, al fine di infettare i loro conti troppo.

Se si riceve questo messaggio non accade,eliminatelo  semplicemente perché non verrete infettati  fino a quando non si clicca sul link allegato. Se invece siete già rimasti vittime della frode e avete cliccato sul link, assicuratevi di cambiare la password nel più breve tempo possibile per evitare problemi.

Spie cinesi nei reperti top secret americani

Alienor» Martedì 24 Novembre alle ore 20:17

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Ancora una volta è la Cina protagonista di un articolo riguardante la tecnologia. Ieri abbiamo parlato della censura adoperata dal governo cinese su Bing, ma oggi arrivano news molto interessanti perchè a quanto pare i cinesi sono anche i primi nemici spie degli USA sul web.

Dati (che provengono dall’Us-China Economic and Security Review) confermano che gli attacchi da parte della Cina nei confronti della potenza statunitense sono cresciuti in poco tempo del 20% e potrebbero arrivare presto al 60%. Dati inquietanti, se si pensa anche che un governo che pone censure di vario tipo in contemporanea sferra attacchi cyber all’Intelligence statunitense, andando persino a colpire referti top secret americani.

Staremo a vedere come andrà a finire…

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